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AL POLO

Maggio 2018

 

AL POLO

 

“ … allora, dove sei stato di bello quest’anno?

A Longyearbyen, nelle isole Svalbard!

E dove si trova?

Al Polo, nel centro abitato più a nord del mondo. Settantottesimo parallelo.

Figo! Sei andato a vedere gli Orsi polari.

No… tutto il resto! ”

 

Ecco il mio viaggio.

Quello che ho ripetuto più volte ai miei amici… racconta praticamente tutto.

 

La sensazione è che qui, per un appassionato di natura, l’ordinario diventa straordinario!

 

L’orso non si è fatto vedere, anche quando abbiamo provato a cercalo!

Sapevo già che non era il periodo migliore… in ogni caso tutti e tutto fanno avvertire la sua presenza.

L’orso polare rappresenta il simbolo di queste zone e in una terra vasta come tre volte la Lombardia (circa 62000 kmq) vivono quasi 3000 esemplari; più degli stessi abitanti.

Questo grande mammifero è un serio pericolo per la popolazione locale, eppure resta protetto ed è rispettato al cento per cento!

Il rischio è concreto e ce ne siamo accorti subito. L’abbiamo notato più dalle abitudini e dai consigli degli abitanti che dalle indicazioni e raccomandazioni convenzionali.

 

Le Svalbard (coste fredde) sono un arcipelago di isole (Spitsbergen, montagne appuntite), ai confini del mondo! A “soli” mille chilometri dal Polo Nord.

Longyearbyen è un centro abitato di circa duemila anime circondato dal nulla.

Su tre lati le montagne e nell’altro il Mar Glaciale Artico.

Così, per antonomasia, è il paese delle motoslitte. Ce ne sono immatricolate circa 4000, praticamente due per ogni persona, così da garantire gli spostamenti per gran parte dell’anno.

Le strade percorribili dalle automobili sono pochissime (circa 30km) e perlopiù sterrate.

Longyearbyen è una città dove non si nasce e non si muore. E non è fantasia!

Esiste un ospedale, ma è ormai consuetudine far nascere i bimbi in paesi molto più attrezzati a livello medico (Tromso, Oslo). Così le gestanti , qualche settimana prima del parto, abbandonano il paese. L’ultimo nato nelle isole Svalbard risale all’anno 1966.

Per le salme c’è un trattamento al contrario. Dopo il decesso infatti, vengono trasportate e sepolte nelle città più a sud per un motivo semplice quanto logico: le temperature polari e un terreno perennemente ghiacciato (permafrost) impediscono la corretta decomposizione dei corpi.

 

In questo periodo le temperature sono molto più vicine alle nostre (3/-5 gradi) e senza troppo vento ci si adatta subito al clima. Abbiamo trovato ventiquattro ore giornaliere di “buona luce grigia” che ci hanno fatto confondere il giorno con la notte, il pranzo con la cena, la colazione con la merenda. Si mangia, beve e dorme al bisogno!

 

Tante particolarità che insieme alla bellezza del posto ne fanno un ambiente unico, esclusivo, originale.

E’ inutile ripetere quanto, un appassionato di natura e fotografia, possa sentirsi a suo agio con queste condizioni.

Ad ogni sortita, una nuova emozione!

 

Qui, sui prati liberati dai ghiacci, le renne a zampe corte (sottospecie esclusiva di questo arcipelago) pascolano tranquille sulla tundra.

Non esistono alberi, ma al contrario di quello che si può pensare, nell’are circostante a Longyearbyen sono state individuate più di 100 specie di piante, su un totale di 176 registrate in tutto l’arcipelago. Le silene a cuscinetto (Silene acaulis) danno un piccolo tocco di colore al paesaggio.

Anche da queste parti, in primavera, la natura selvaggia esplode.

Le colonie di Edredoni iniziano a deporre le uova e le volpi artiche si attivano per la predazione.

Pure i gabbiani sono interessati al contenuto di questi soffici nidi avvolti da morbide piume, ma qui a differenza della volpe la battaglia non è impari.

Nelle Isole si trova una delle più alte concentrazioni di uccelli dell’area Nord Atlantica.

Ci sono gazze marine minori, gabbiani artici, fulmari artici, pulcinelle, anatre e trampolieri; tra questi il Re: the King of eiders (Somateria spectabilis), gran bella bestia!

La maggior parte degli uccelli sono migratori, e d’inverno vivono nel Mare di Barents, lungo le coste della Norvegia o nel continente. Sono 36 le specie di uccelli che nidificano alle Svalbard; la pernice bianca è l’unico uccello che vive nell’arcipelago tutto l’inverno.
Anche il tricheco, come l’orso polare, rappresenta l’emblema di queste gelide terre.

Durante le avventure in barca abbiamo avvistato le loro colonie. Ogni tanto un grande maschio dalle imponenti zanne si solleva e si getta in mare. La presenza è goffa quanto imponente e i 1700 kg di un individuo adulto può rendere chiara l’idea.

In mare, lo spettacolo dei paesaggi si esalta. I magnifici anfiteatri di ghiaccio, che dalle montagne scendono fino alle fredde acque, valgono quasi gli avvistamento delle balene e delle belughe.

 

Tutto è spettacolare, entusiasmante, inebriante.

E’ stato magnifico, una grande avventura.

Mi è rimasto molto di questo viaggio … e tra tutte, la tentazione forte di tornare al più presto!!!