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Una storia naturale … il fiume

Novembre 2014

 

Ogni ambiente ha una sua storia … naturale.
Anche il fiume.

A due passi da casa ho un fiume dove da bambino ci si poteva fare il bagno: il fiume Esino.
Oggi è molto cambiato e continua a cambiare in maniera preoccupante.
Come ogni ambiente racchiude in se un mondo splendido ed un ecosistema inimmaginabile.
Passo ancora molto del mio tempo libero lungo i suoi argini e mi accorgo che, come succede a molti altri corsi d’acqua, l’uomo non gli dedica le dovute attenzioni.
Non sappiamo contraccambiare il bello che, come testimoniano le immagini, ogni giorno ci sa regalare.
Bisognerebbe apprezzare, conoscere e rispettare!
La cultura dell’ambiente si fonda sul profondo rispetto dei delicati equilibri degli ecosistemi: dobbiamo educarci a restituire alla Natura i terreni che le abbiamo sottratto, le aree di sfogo per le naturali inondazioni, e tutto ciò che in pochi anni abbiamo consumato intorno al fiume.
I continui interventi, spesso inadeguati, rendono l’esistenza del fiume veramente complicata.
Le condizioni atmosferiche, ultimamente ancor più sfavorevoli, creano gravi danni pericolosi anche per l’essere umano.
Agire con coscienza nel rispetto dell’ambiente con attente valutazioni tecniche e scientifiche, favorirebbe il giusto compromesso per una sopravvivenza dell’uomo all’interno di un territorio sano.
Al contrario, assistiamo troppo spesso ad interventi tardivi dettati più dalla necessità che dal sostegno per la custodia e la salvaguardia dell’ambiente.
Siamo toppo impegnati allo sfruttamento intensivo delle acque per pensare a quanto danno possiamo causare al fiume e a tutto ciò che lo circonda.
Le portate alterate, le continue cementificazioni, le maggiori interruzioni ed i nuovi sbarramenti sono i gravi malanni. E’ necessario intervenire considerando principalmente la qualità e le quantità delle acque.
Si pretende di controllare il fiume come se fosse una conduttura di casa, nonostante che l’edilizia si spinge sempre più indisturbata fino ai margini dell’alveo e che le aree impermeabilizzate in continua crescita sversano nel fiume sempre più grossi volumi d’ acqua.
A quanto detto sarebbero poi da aggiungere le assurde azioni prese da interessi personali, idee politiche e decisione dettate solo da pregiudizi e preconcetti.
Questa, purtroppo, è la situazione in cui oggi si trova l’Esino e tanti altri corsi d’acqua.
Ogni fiume, ed ogni habitat, ha il diritto di vivere integro per il bene dell’ambiente e dell’uomo!
Non rivendico accuse e responsabilità… ma voglio raccontare al mondo una storia che con l’aiuto di tutti potrebbe concludersi con il lieto fine.
Come ogni cosa, dipende molto da noi.
Pensiamo sempre a questioni lontane destinate ad altri, prendendo ogni problema poco seriamente. Ognuno, invece, deve essere consapevole di quanto male può fare; anche con la sola indifferenza!
Il rispetto dell’ambiente deve diventare una priorità!
Gettare un rifiuto a terra, per esempio, vuol dire altera equilibri imprevedibili.
La negligenza e l’apatia dell’uomo, unite al bisogno frenetico di evolversi, modifica in continuazione l’ambiente in cui viviamo.
Al passo con i tempi, dobbiamo riflettere e agire con più razionalità.
Valorizzare il territorio, preservarlo e difenderlo è l’impegno che dovremmo avere per il futuro Nostro e dei Nostri figli.
La presunzione delle mie immagini rivendicano proprio questo messaggio…
Salvaguardare il proprio ambiente è fondamentale.
Vivere in un mondo sano, rende migliore l’uomo!

IL FIUME ESINO
L’Esino è uno tra i più importanti corsi d’acqua per ampiezza di bacino idrografico e portata media annuale della regione Marche. Il nome sembra derivasse dalla città romana che lo lambiva: Aesis, oggi Jesi. Dal 80a.c fino al medioevo questo fiume ha costituito un importante elemento di delimitazione territoriale per le varie civiltà. Nasce in provincia di Macerata dalle falde del monte Cafaggio (circa 1.000 m s.l.m.). Bagnando i centri di Esanatoglia e Cerreto d’Esi arriva in Provincia di Ancona nelle piccole frazioni del fabrianese per poi attraversare la suggestiva e selvaggia Gola della Rossa nella quale si trova il complesso ipogeo delle Grotte di Frasassi e del relativo Parco. Proseguendo per il territorio di Serra San Quirico il fiume si allarga notevolmente; rallentando la sua corsa entra nella Vellesina bagnando i comuni di Maiolati Spontini, Castelplanio, Jesi e Chiaravalle. Dopo un percorso di circa 90km arriva in prossimità di Falconara Marittima dove sfocia con un estuario nel Mar Adriatico.